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SUMMARY:25 APRILE CONTRO GUERRA E FASCISMO: OCCUPA\, SABOTA E RESISTI
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DESCRIPTION:Dalle 13 Ritrovo in via Dante Di Nanni (pedonale) con panine\, 
	birrette&co\,\ndistro e presabene\n\nOre 14 Tutt* in bici per un saluto ai
	 detenuti del CPR di Corso Brunelleschi\n\nOre 15 Corteo per le strade di 
	Borgo San Paolo\n\nOre 19 Concerto: Mangiatutto\n\n\n\n\n★ COMUNICATO ★\n\
	n\n\nTorniamo nelle strade della nostra città per celebrare il 25 aprile\,
	 ricordando\nchi\, in quel periodo cupo storia\, si è organizzato e ha lot
	tato\, pagando spesso\ncon la vita\, per difendere la libertà e per costru
	ire un futuro diverso. \n\nPer noi\, però\, la memoria non è mai fine a sé
	 stessa\, ma riprende vita nelle\nlotte di oggi\, in un mondo così cambiat
	o ma su cui più che mai incombe la nera\ncappa dei fascismi.\n\nIl mondo è
	 in guerra. Non lo è certo da oggi\, ma è innegabile che negli ultimi\nann
	i assistiamo ad un’accelerazione e ad un cambiamento qualitativo senza\npr
	ecedenti: l’invasione dell’Ucraina e l’estenuante guerra di posizione che\
	normai non fa più notizia\, il genocidio del popolo Palestinese\, in corso
	 da\ndecenni ma con forma mai così evidente\, e infine la guerra imperiali
	sta di\nIsraele e USA contro l’Iran\, ci obbligano a fare i conti con uno 
	scenario sempre\npiù oscuro.\n\nI governi europei\, di fronte ad un quadro
	 che hanno contribuito a creare\,\naccelerano la militarizzazione aumentan
	do le spese in armi\, cianciando della\nnecessità di difenderci tramite un
	 fantomatico esercito europeo. L’ovvio\ncontraltare  di questi discorsi\, 
	ma anche il terreno fertile su cui possono\nnascere\, è la diffusione di i
	deologie fasciste e securitarie\, che normalizzano\nla violenza del più fo
	rte\, la guerra contro chi è più povero di te\, il triste\nindividualismo 
	che ci vuole soli e senza speranza. \n\nI governi non hanno però fatto i c
	onti con la crescente opposizione popolare\nche\, con il suo progressivo o
	rganizzarsi nell’autunno scorso\, ha dimostrato di\npoter concretamente in
	ceppare la macchina di distruzione e morte. Le bombe che\ncadono a Gaza e 
	a Teheran\, partono dalle nostre città\, attraversano i nostri\nporti e le
	 nostre stazioni ferroviarie\, e allora i blocchi\, gli scioperi\, i\ncont
	inui cortei che hanno paralizzato le città\, hanno segnato un\nprimo solle
	vamento tangibile  contro il genocidio del popolo Palestinese e il\ntacito
	 avallo dell’Unione Europea. Le mobilitazioni ci hanno mostrato che unit*\
	npossiamo fermarli\, possiamo essere ben più di un sassolino negli ingrana
	ggi\ndella guerra. Proprio da qui bisogna partire per affinare gli strumen
	ti in\nnostro possesso ed elaborarne di nuovi\, perchè il primo passo è im
	porre la fine\ndelle guerre imperialiste contro i popoli. \n\nIn questo co
	ntesto è facile individuare come primo nemico il Governo fascista di\nFdi 
	e alleati\, che al netto delle imbarazzate dichiarazioni a mezzo stampa\,\
	nmostra la vera faccia di una politica nazionalista e asservita agli inter
	essi\nUSA. Da un lato scarica il costo della guerra sulle persone comuni\,
	 tagliando\nservizi e wellfare per finanziare la militarizzazione\, dall’a
	ltro risponde con\nl’inasprimento della repressione alle domande di giusti
	zia sociale che sempre\npiù forte percorrono il Paese.\n\nSul fronte inter
	no\, infatti\, è esplicitamente dichiarata la guerra alle\noccupazioni\, v
	iste come simbolo della possibilità di organizzarsi dal basso e di\ncostru
	ire alternative credibili a questo sistema. Se mai ce ne fosse bisogno\,\n
	questo accanimento ci conferma che il centro sociale è ancora uno strument
	o per\nprodurre conflitto.\n\nE’ infatti uno spazio sottratto alla specula
	zione e riaperto alle persone\, un\nluogo dove è possibile incontrarsi e d
	iscutere\, organizzarsi\, mettere in pratica\ngli ideali di democrazia rad
	icale e libertà che professiamo. Sono spazi come\nquesti che aprono a nuov
	e possibilità\, a nuovi immaginari oggi impossibili\, per\nquesto è import
	ante difenderli\, prendersene cura\, viverli e attraversarli. \n\nNelle at
	tività del CSOA Gabrio proviamo ogni giorno ad intrecciare lotte\,\nrisors
	e\, idee che possano creare un conflitto\, vero motore di cambiamento.\n\n
	Ma sappiamo bene che\, per quanto strumento di costruzione\, il centro soc
	iale non\npuò diventare un recinto\, un’isola. Al contrario\, deve continu
	are ad essere uno\ndei luoghi di una comunità che si ritrova e riconosce.\
	n\nAnche con questa idea\, come ogni anno\, occuperemo la pedonale di via 
	Dante Di\nNanni il 25 aprile affinché sia un momento di ritrovo per quella
	 comunità che\nnon ha smesso di lottare\, che continua a stringere legami 
	e ad autodeterminarsi.\n\nRiprendiamoci le strade\, gli spazi\, facciamoci
	 trovare prontə\n\nE quando ci incontriamo non c’è segno di resa\n\nE in s
	trada ogni volta si rinnova l’intesa
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	onale) con panine, birrette&amp;co, distro e presabene</p><p>Ore 14 Tutt* 
	in bici per un saluto ai detenuti del CPR di Corso Brunelleschi</p><p>Ore 
	15 Corteo per le strade di Borgo San Paolo</p><p>Ore 19 Concerto: Mangiatu
	tto</p><p></p><h3><strong>★ COMUNICATO ★</strong></h3><p></p><p>Torniamo n
	elle strade della nostra città per celebrare il 25 aprile, ricordando chi,
	 in quel periodo cupo storia, si è organizzato e ha lottato, pagando spess
	o con la vita, per difendere la libertà e per costruire un futuro diverso.
	&nbsp;</p><p>Per noi,&nbsp;però,&nbsp;la memoria non è mai fine a sé stess
	a, ma riprende vita nelle lotte di oggi, in un mondo così cambiato ma su c
	ui più che mai incombe la nera cappa dei fascismi.</p><p>Il mondo è in gue
	rra. Non lo è certo da oggi, ma è innegabile che negli ultimi anni assisti
	amo ad un’accelerazione e ad un cambiamento qualitativo senza precedenti: 
	l’invasione dell’Ucraina e l’estenuante guerra di posizione che ormai non 
	fa più notizia, il genocidio del popolo Palestinese, in corso da decenni m
	a con forma&nbsp;mai così&nbsp;evidente, e infine la guerra imperialista d
	i Israele e USA contro l’Iran, ci obbligano a fare i conti con uno scenari
	o sempre più oscuro.</p><p>I governi europei, di fronte ad un quadro che h
	anno contribuito a creare, accelerano la militarizzazione aumentando le sp
	ese in armi, cianciando della necessità di difenderci&nbsp;tramite&nbsp;un
	 fantomatico esercito europeo. L’ovvio contraltare&nbsp;&nbsp;di questi di
	scorsi, ma anche il terreno fertile su cui possono nascere, è la diffusion
	e di ideologie fasciste e securitarie, che normalizzano la violenza del pi
	ù forte, la guerra contro chi è più povero di te, il triste individualismo
	 che ci vuole soli e senza speranza.&nbsp;</p><p>I governi non hanno però 
	fatto i conti con la crescente opposizione popolare che, con il suo progre
	ssivo&nbsp;organizzarsi nell’autunno scorso, ha dimostrato di poter concre
	tamente&nbsp;inceppare&nbsp;la macchina di distruzione e morte. Le bombe c
	he cadono a Gaza e a Teheran, partono dalle nostre città, attraversano i n
	ostri porti e le nostre stazioni ferroviarie,&nbsp;e&nbsp;allora i blocchi
	, gli scioperi, i continui cortei che hanno paralizzato le città, hanno se
	gnato un primo&nbsp;sollevamento&nbsp;tangibile&nbsp;&nbsp;contro il genoc
	idio del popolo Palestinese e il tacito avallo dell’Unione Europea.&nbsp;L
	e&nbsp;mobilitazioni ci hanno mostrato che unit* possiamo fermarli, possia
	mo essere ben più di un sassolino negli ingranaggi della guerra. Proprio d
	a qui bisogna partire per affinare gli strumenti in nostro possesso ed ela
	borarne di nuovi, perchè il primo passo è imporre la fine delle guerre imp
	erialiste contro i popoli.&nbsp;</p><p>In questo contesto è facile individ
	uare come primo nemico il Governo fascista di Fdi e alleati, che al netto 
	delle imbarazzate dichiarazioni a mezzo stampa, mostra la vera faccia di u
	na politica nazionalista e asservita agli interessi USA. Da un lato scaric
	a il costo della guerra sulle persone comuni, tagliando servizi e wellfare
	 per finanziare la militarizzazione, dall’altro risponde con l’inaspriment
	o della repressione alle domande di giustizia sociale che sempre più forte
	 percorrono il Paese.</p><p>Sul fronte interno,&nbsp;infatti,&nbsp;è espli
	citamente dichiarata la guerra alle occupazioni, viste come simbolo della 
	possibilità di organizzarsi dal basso e di costruire alternative credibili
	 a questo sistema. Se mai ce ne fosse bisogno, questo accanimento ci confe
	rma che il centro sociale è ancora uno strumento per produrre conflitto.</
	p><p>E’ infatti uno spazio sottratto alla speculazione e riaperto alle per
	sone, un luogo dove è possibile incontrarsi e discutere, organizzarsi, met
	tere in pratica gli ideali di democrazia radicale e libertà che professiam
	o. Sono spazi come questi che aprono a nuove possibilità, a nuovi immagina
	ri oggi impossibili, per questo è importante difenderli, prendersene cura,
	 viverli e attraversarli.&nbsp;</p><p>Nelle attività del CSOA Gabrio provi
	amo ogni giorno ad intrecciare lotte, risorse, idee che possano creare un 
	conflitto, vero motore di cambiamento.</p><p>Ma sappiamo bene che, per qua
	nto strumento di costruzione, il centro sociale non può diventare un recin
	to, un’isola. Al contrario, deve continuare ad essere uno dei luoghi di un
	a comunità che si ritrova e riconosce.</p><p>Anche con questa idea, come o
	gni anno, occuperemo la pedonale di via Dante Di Nanni il 25 aprile affinc
	hé sia un momento di ritrovo per quella comunità che non ha smesso di lott
	are, che continua a stringere legami e ad autodeterminarsi.</p><p>Riprendi
	amoci le strade, gli spazi, facciamoci trovare prontə</p><p><em>E quando c
	i incontriamo non c’è segno di resa</em></p><p><em>E in strada ogni volta 
	si rinnova l’intesa</em></p>
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