LUOGHI CORPI FRONTIERE, TRE GIORNI CONTRO LA MERCIFICAZIONE DEI TERRITORI
Luoghi-corpi-frontiere
Salento: tre giorni contro la mercificazione dei territori
Tre parole per provare a tracciare ed intrecciare un'idea di internazionalismo
che, per diventare concreta, necessita di dare significato a ciò che siamo, entro
e attraverso i luoghi che abitiamo. Animate da questa tensione stiamo organizzando
un campeggio di 3 giorni, in Salento, confine meridionale della fortezza europea,
nel tentativo di agevolare questa prospettiva attraverso incontri e dibattiti. Perché
pensiamo che lottare contro la colonizzazione e la rapina capitalista debba neces-
sariamente comportare l'osservazione dei luoghi come a degli organismi complessi,
composti di elementi umani e non umani che viaggiano nello spazio e nel tempo,
resistendo o piegandosi alla pressione esercitata dall'esterno. Esattamente come
fanno i nostri corpi.
Abbiamo visto lo stravolgimento del territorio in cui viviamo sotto la violenza della
ragione dello Stato e del mercato: ridotto a discarica di rifiuti della grande indus-
tria europea, spopolato dal ricatto occupazionale, stravolto dalle infrastrutture ener-
getiche e militari e oggi venduto sul banco del turismo. Che questa sia storia antica
e non solo nostra, non ci induce a consolata rassegnazione ma ci incoraggia a cerca-
re complicità attraverso e oltre quel limes abitato da altre come noi.
Sappiamo che il colonialismo, la repressione e lo sfruttamento possono realizzarsi in
forme e intensità molto diverse, fino ad arrivare al genocidio e all'ecocidio, ma sap-
piamo anche che c'è molto che ci accomuna, perché la frontiera, che è fatta per se-
parare, è pur sempre il luogo in cui si può anche stare di fronte, in una postura dialo-
gica.
Radicamento e disposizione alla mobilità hanno permesso di sviluppare una capacità
di condivisione che vorremmo sperimentare attraverso la realtà concreta dell'incontro.
Durante i tre giorni andranno a susseguirsi interventi e dibattiti, presentazioni ed es-
cursioni alla scoperta del territorio circostante.
Parleremo e ci confronteremo su pratiche di lotta ma anche di sussistenza e di resis-
tenza, su forme di organizzazione e modi di intendere il nostro essere nel presente.
Presenteremo una rivista antimilitarista redatta in Italia, che guarda da una prospettiva
internazionalista alle pratiche di insubordinazione, disfattismo e sabotaggio della mac-
china bellica. In continuità con questo tema discuteremo di spazio mediterraneo come
spazio di guerra con particolare riferimento alle rotte migratorie e alla città di Taranto
come avamposto del controllo militare.
Parleremo della terra e del lavoro che la lega agli uomini e alle donne nel passato e nel
presente dei territori che viviamo: la resistenza dei contadini attraverso la rivolta con-
tro l'usurpazione e l'esproprio dei mezzi di sussistenza; la condizione del lavoro agri-
colo oggi, sotto il ricatto dell'industria per la grande distribuzione.
Parleremo di turismo come industria di estrazione di profitto, mettendo a confronto le
diverse realtà dei nostri territori, discutendo sulle prospettive che riusciamo a rappre-
sentare.
Si parlerà di frontiera come luogo di possibilità: cerniera che mette le comunità una
di fronte all'altra, nell'organizzazione di “ecoregioni”come quella occitana premoder-
na in cui le Alpi occidentali furono fertile luogo di incrocio. Ancora, frontiera come
luogo da attraversare, luogo di sospensione e di pericolo, in cui fondamentale è la
solidarietà e l'organizzazione: ne parleremo con un compagno attivo sul confine
tra Polonia e Bielorussia.
E poi ancora di frontiera come spazio di comunicazione e organizzazione fra margini,
tema di discussione che sarà introdotto dalla presentazione del lavoro collettivo di
“Les peuples veulent”, un piccolo libro illuminante che, in qualche modo, ha dato is-
pirazione e impresso una forte energia all'organizzazione di questo incontro.
La tre giorni sarà ospite all’interno di un campeggio attrezzato, a circa 5 chilometri
dal mar Jonio, completamente autogestita e autofinanziata.
Avremo dunque necessità di sapere quanto prima il numero delle persone partecipanti.
A tal fine scriveteci all’indirizzo: maisiaturista@riseup.net