PER LA RASSEGNA GIOVEDÌ GUERRA PROIEZIONE DEL FILM IL DOTTOR STRANAMORE
IL DOTTOR STRANAMORE: Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba – Stanley Kubrick, 1963, 94 minuti
Convinto dell'esistenza di un complotto comunista per conquistare il mondo libero, il generale Ripper, comandante della base militare di Burpelson, lancia contro la Russia un attacco di bombardieri atomici B52 di cui è il solo a conoscere il codice segreto, e taglia tutte le comunicazioni con la base. Quando viene a sapere la notizia, il presidente americano Muffley convoca l'ambasciatore sovietico Alexei De Sadesky nella sala della guerra del Pentagono e, contro l'avviso del generale Turgidson, il suo capo di stato maggiore che preconizza una guerra atomica limitata, ordina al colonnello «Bat» Guano di attaccare Burpelson. Ripper si suicida piuttosto che lasciarsi prendere prigioniero, e il capitano Mandrake della RAF scopre il codice segreto che può richiamare i bombardieri. Ma il pilota T.J. «King» Kong continua la sua missione. Il presidente Muffley apprende al telefono dal primo ministro Kissov che i russi scateneranno automaticamente una reazione atomica generale se il loro paese verrà colpito. Muffley si rivolge al suo consigliere, il paraplegico dottor Stranamore, un ex-nazista, che prevede che l’umanità può sopravvivere se alcune persone ben selezionane resteranno cent'anni dentro rifugi sotterranei. Nel frattempo Kong cavalca la bomba e la terra esplode.
Un film senza peli sulla lingua. È la parodia gustosa nella misura in cui, pur non prendendo di mira personalmente i personaggi della politica internazionale, si rivolge alle idee che essi incarnano, al comportamento di cui sono i campioni sul terreno militare e diplomatico, ai pregiudizi e ai luoghi comuni che esprimono, sia la voluttà bellicista, la sudditanza al mito della scienza, l'ottusità mentale che inducendo a vedere dovunque il pericolo comunista provoca la minaccia d'una guerra civile, la tecnocrazia e la vuota retorica delle invocazioni a Dio da parte di uomini privi di buona volontà.