PER LA RASSEGNA GIOVEDÌ GUERRA PROIEZIONE DEL FILM NO OTHER LAND
NO OTHER LAND – Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abrham, Rachel Szor 2024, 95 minuti
ll film non è ambientato a Gaza ma a Masafer Yatta nelle South Hebron Hills, le colline a sud di Hebron, in un periodo che va dal 2019 al 2023. In quella zona della Cisgiordania occupata anni fa è stata dichiarata arbitrariamente una Firing Zone, ossia una zona di addestramento militare. In virtù di questa dichiarazione, la popolazione palestinese che vi vive ha ricevuto l’intimazione ad andarsene se non vuole avere la propria casa demolita attraverso vere e proprie pratiche di pulizia etnica operate dall’esercito israeliano. Si organizza così una lotta popolare per resistere: manifestare, ricostruire le case demolite, provare a rimanere in ogni modo, finire in grotte dopo le demolizioni e poi provare a ricostruire una casa.
Uno sforzo immane per una popolazione rurale, tendenzialmente povera, che non ha «nessun’altra terra» – come dice il titolo – dove migrare. Ovviamente la zona di addestramento militare non coinvolge gli insediamenti israeliani che puntellano i villaggi palestinesi, da dove agguerriti e violenti coloni partono frequentemente per attaccare la popolazione palestinese.
Protagoniste del documentario sono famiglie di contadini o allevatori di pecore, sfrattate dalle proprie case e disposte a vivere all’interno di grotte buie e luride, pur di non abbandonare le loro terre natie. Quello che accomuna le storie di queste persone è una resistenza non violenta contro il male, non abbassano la testa quando i bulldozer dell’esercito israeliano schiacciano una dopo l’altra le loro abitazioni, accartocciandole su se stesse come se fossero fogli di alluminio, rendendole una manciata di granelli di polvere. Osservano la demolizione delle loro case trattenendo le lacrime e non si arrendono di fronte a tutto il male che zampilla dalla terra. La notte, quando i bulldozer si ritirano per riposare, gli abitanti di Masafer Yatta, muniti di torce frontali, secchi di sabbia e pale, si avvicinano alle macerie delle loro case e proprio sopra di quelle ricostruiscono nuove precarie abitazioni.
Yuval, giornalista israeliano che vive nella vicina città di Beer Sheva decide di raccontare la storia della resistenza in questi villaggi e conosce Basel che a Masafer Yatta ci vive, anche lui appassionato di racconti e video. Nel film si narra la loro vicenda politica e umana, in un contesto di sempre maggiore violenza contro chi vive in quelle terre.