PER LA RASSEGNA GIOVEDÌ GUERRA PROIEZIONE DEL FILM UOMINI CONTRO

PER LA RASSEGNA GIOVEDÌ GUERRA PROIEZIONE DEL FILM UOMINI CONTRO

UOMINI CONTRO – Francesco Rosi, 1970, 101 mnuti

Uomini contro è un film del 1970 diretto da Francesco Rosi, basato sul libro Un anno sull'altopiano (1938) di Emilio Lussu, che offre una cruda denuncia della Prima Guerra Mondiale, del militarismo e dell'incompetenza dei vertici militari italiani. Il film racconta la vita in trincea sull'altopiano di Asiago durante la Prima Guerra Mondiale, focalizzandosi sugli ordini assurdi impartiti dagli ufficiali superiori (in particolare il generale Leone) che portano a sacrifici inutili dei soldati, spesso contadini ignari delle ragioni del conflitto. La divisione riceve l'ordine di riconquistare il Monte Fior, una posizione strategica occupata dagli austriaci. Gli attacchi si rivelano suicidi: i soldati vengono mandati al massacro contro le mitragliatrici nemiche, talvolta protetti solo dalle inutili "corazze Farina". Al centro della storia ci sono due ufficiali subalterni: Il tenente Ottolenghi (Gian Maria Volonté), di orientamento socialista, che si ribella apertamente alla "guerra dei morti di fame" e incita i soldati a rivolgere le armi contro il vero nemico: i vertici militari; Il tenente Sassu (Mark Frechette), un giovane interventista che, di fronte alla disumanità del generale Leone e alle sofferenze dei fanti (quasi tutti contadini), matura una profonda crisi di coscienza. Il film mostra la ferocia della disciplina interna: decimazioni, fucilazioni per ammutinamento o per ferite auto-inflitte e l'uso dei carabinieri per impedire la ritirata dei soldati. Alla fine Ottolenghi muore in combattimento durante un assalto. Sassu, dopo essersi rifiutato di comandare un plotone d'esecuzione contro i suoi stessi uomini, viene a sua volta condannato a morte e fucilato

Il film è considerato un'opera importante per comprendere il lato oscuro della Grande Guerra, mettendo in luce l'incompetenza dei comandi il contrasto di classe tra ufficiali e truppa e accentuando la descrizione di un militarismo ai limiti della follia.