PER LA RASSEGNA GIOVEDÌ GUERRA PROIEZIONE DI NO MAN'S LAND
NO MAN’S LAND – Danis Tanović, 2001, 98 minuti
Il regista Danis Tanović, con la sua opera prima “No man’s land” grazie ad una sceneggiatura perfetta riesce a dimostrare l'assurdità di un conflitto armato. Ecco quindi un serbo e un bosniaco che si ritrovano in una trincea davanti a un altro militare bosniaco, ancora vivo ma sdraiato su una mina a rimbalzo pronta a scoppiare e a spargere il suo carico di distruzione in un raggio di cinquanta metri. Entrambi si accusano di avere dato inizio alla guerra, ma da nemici pronti a uccidersi tra loro, sono costretti a sfiorare un'intesa per cercare una soluzione al problema contingente della mina. L'intervento dei caschi Blu dell'O.N.U. peggiora ulteriormente la già tesa situazione, fino all'inevitabile tragedia. Il regista riesce miracolosamente a mantenersi in equilibrio tra il grottesco e il drammatico. Tutto è eccessivo, comico, cinico, crudele, eppure necessario. Alcune caratterizzazioni caricaturali (il diplomatico e grossolano disinteresse degli alti ufficiali dell'esercito e dei funzionari dell'O.N.U. - la curiosità morbosa dei mass-media) non sono certo originali, ma il registro scelto è perfetto per rappresentare le deformazioni che la realtà può arrivare a subire, quando la violenza diventa la risposta ai problemi. Nessuno dei personaggi esce in modo positivo. Ognuno ha ideali che si frantumano nella concretezza degli eventi e cedono al compromesso. Ecco quindi che l'urlo di protesta contro tutte le forme di guerra arriva forte e chiaro allo spettatore, scardinandolo dal suo torpore e lasciandogli un groppo in gola difficile da digerire. Perché, come dice uno dei personaggi, "la neutralità e' già una scelta!"
No Man’s Land” è un film sorprendente perché sa gestire benissimo la difficile arma della satira (l’Onu e i media ne escono malconci). Soprattutto si tiene lontano dalla retorica immorale di chi considera la guerra a seconda degli interessi contingenti: a volte “sporca”, a volte “giusta”.