Assemblea pubblica "Nessun* è stranier*
Il 30 ottobre centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse hanno animato le piazze di tutta italia in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati di base. Oggi, appena due giorni dopo apprendiamo dai giornali che nel disegno di legge di Bilancio per il 2027, è prevista una riduzione di 6.974 posti in meno tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Sommando questa misura ai tagli già disposti dalla manovra 2025, le riduzioni arrivano a 14.808 posti tra gli anni scolastici 2025/26 e 2027/28. Un massacro sociale nei confronti della nostra categoria, già oppressa da precarietà e bassi salari, che si abbatterà non solo sui singoli, ma anche su intere famiglie. Per questo denunciamo la miopia di una politica che risponde alle istanze delle piazze con misure devastanti per la tenuta sociale del paese. La violenza istituzionale ed economica che questo governo esercita produrrà legittime risposte violente di cui deve già cominciare ad assumersi la responsabilità. Inoltre, a materializzare in modo ancora evidente l'idea di scuola di questo governo, viene prorogato anche il "bonus paritaria" una misura prevede un contributo economico fino a 1.500 euro per studente per sostenere le spese delle rette di iscrizione e frequenza a tali scuole.
Negli anni abbiamo assistito a diverse riforme “scuolicide”, tutte in continuità le une con le altre, che hanno trasformato la scuola pubblica in un baluardo culturale dell’ideologia nazionalista e di quella classista del merito, in un serbatoio di manodopera a basso costo per le multinazionali e le aziende, e in un luogo di sfruttamento per ogni lavoratore e lavoratrice precari. A ciò va aggiunto anche il problema annoso dell’infimo salario percepito dalle lavoratrici e dai lavoratori della scuola. Perché diciamolo tranquillamente: anche noi dobbiamo decidere se fare il pieno di benzina o andare a fare la spesa; anche noi ormai non arriviamo che alla terza settimana del mese, perché abbiamo uno stipendio bassissimo, eroso dall’inflazione e taglieggiato dall’aumento delle utenze dovuto alle guerre altrui.
Anche noi ormai sappiamo cosa vuol dire povertà!
Come docenti e lavoratori della scuola, dobbiamo opporci con fermezza a questo progetto di scuola che prende sempre più chiaramente forma, un passo alla volta, anche attraverso il nuovo DL scuola, classista e razzista: un decreto che trasforma noi docenti in guardiani del buon costume adibiti a vigilare sull'abbigliamento degli studenti/esse e che perseguita alcune persone in quanto non considerate italiane, perché senza un pezzo di carta o perché praticano una religione diversa da quella permessa promossa da questo regime democratico.
La nostra vuole essere un’opposizione intransigente anche contro la riforma dei tecnici: un dispositivo che impoverisce l’offerta formativa accorpando le materie e che, facendo saltare migliaia di cattedre, non farà altro che aumentare i tassi di disoccupazione tra i docenti.Un’idea di scuola che costringe giovanissimi a essere sfruttati in azienda sin dal secondo anno delle superiori con la nuova alternanza scuola-lavoro.
Siamo statə in piazza a migliaia per tutti questi motivi e vogliamo continuare a confrontarci e organizzarci per lottare insieme, rivendicando anche aumenti salariali per tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola, lottando per una scuola libera dalle logiche di profitto libera e solidale, contro un sistema politico ed economico che fa enormi profitti grazie all’economia di guerra, tagliando sanità, scuola e welfare.
Perciò invitiamo docenti, lavoratrici e lavoratori ATA, amministrativi, educatori ed educatrici, studenti e studentesse, genitorə ad un’assemblea pubblica venerdì 6 novembre, presso il Campus Einaudi alle ore 18:00.
Per bloccare davvero tutto, a oltranza: fino alle dimissioni di questo Governo, fino al ritiro di questo DL da parte di quell’autoritario di Valditara, fino a ottenere ciò che giustamente pretendiamo.
Vi aspettiamo!